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ITALIANO


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GABRIELA MISTRAL


Gabriela Mistral (Vicuña, 7 aprile, 1889 - New York, 10 gennaio, 1957) è lo pseudonimo di Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga, poetessa cilena, educatrice e femminista che fu la prima donna latinoamericana a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1945. I temi centrali delle sue opere sono l'amore, l'affetto per la madre, le proprie memorie dolorose, la tristezza e la guarigione.


BIOGRAFIA

Gabriela Mistral nasce a Vicuña, in Cile, dove prosege la sua formazione scolastica fino alle secondarie. Suo padre, Juan Gerónimo Godoy Villanueva, abbandona la famiglia quando la Mistral ha appena tre anni. A quattordici, è già in grado di sostenere finanziariamente sia se stessa che sua madre, Petronila Alcayaga, lavorando come aiuto-insegnante. Grande sarà sempre l'affetto tra lei e la sua genitrice, tant'è che alla morte di quest'ultima, nel 1929, Gabriela arriverà a dedicarle la prima sezione del suo libro ''Tala''.

Nel 1904 pubblica alcuni tra i suoi primi poemi, come ad esempio ''Ensoñaciones'', ''Carta Íntima'' e ''Junto al Mar'', nel locale giornale ''El Coquimbo de La Serena'', usando vari pseudonimi.

Nel 1906, proprio mentre lavora come insegnante, incontra Romeo Ureta, un lavoratore delle ferrovie, che però si suiciderà nel 1909. La presenza del dolore nella poetica della Mistral, già ampiamente dedicata al tema della morte, giungerà, a causa di tale evento, ad assumere una consistenza ben maggiore di quella di qualsiasi altro suo predecessore all'interno della poesia Latinoamericana. Altra influenza prepotente è quella dovuta al modo estremamente appassionato con il quale, sempre, la Mistral porterà avanti le proprie amicizie, tanto maschili che femminili.

I primi segni del successo coincidono con il Dicembre del 1914, allorquando viene insignita del primo premio in una competizione letteraria nazionale, denominata ''Juegos Florales'' svoltasi a Santiago del Cile, per la composizione ''Sonetos de la Muerte''. Da quel momento in avanti, adotterà sempre lo pseudonimo di Gabriela Mistral in pressoché tutti i suoi scritti. La spiegazione di questo suo pseudonimo risiede nell'unione dei nomi dei suoi due poeti preferiti: Gabriele d'Annunzio e Frédéric Mistral.

Nel 1922 viene invitata in Messico dal locale Ministro dell'Educazione, come parte di un piano di riforma scolastica e libraria con l'intento di far decollare l'istruzione di quel Paese.

Pubblica ''Desolación'', e con esso arriva anche la fama internazionale. Un anno più tardi giunge ''Lecturas para Mujeres'', testo in prosa e versi dedicato all'esaltazione dei temi della materità, della cura dell'infanzia, e del nazionalismo.

Tornata in Cile, le viene conferito il titolo accademico di Professore di lingua spagnola presso l'Universidad de Chile.

La sua statura internazionale le fa compiere un giro di letture, dapprima negli Stati Uniti d'America, e poi in Europa, nel 1924, continente, quest'ultimo, che visita per la prima volta, ma con il quale stabilisce da subito un legame potente, tanto da pubblicare a Madrid il suo nuovo volume, ''Ternura'', una collezione di composizioni scritta principalmente per i bambini, ma che spesso si concentra sul corpo femminile.

L'anno successivo, fa ritorno in America Latina, con visite in Brasile, Uruguay, e Argentina. Finalmente in Cile, le viene riconosciuta una pensione, ed abbandona l'insegnamento.

Tra il 1925 ed il 1934, vive in Francia e Italia. Durante questi anni lavora per la League for Intellectual Co-operation della Società delle Nazioni. Tiene lezioni anche presso il Barnard College della Columbia University, nonchè presso il Vassar College e la University of Puerto Rico.

Al pari di molti artisti ed intellettuali dell'America del Sud, la Mistral diviene anche console del Cile, dal 1932 fino alla sua morte, svolgendo tale compito nelle città di Napoli in Italia, Madrid in Spagna, Petrópolis in Grecia, Nizza in Francia, Lisbona in Portogallo, Los Angeles e Santa Barbara negli Stati Uniti, Veracruz in Messico, Rapallo e Napoli, nuovamente in Italia e, per finire, New York. Pubblica centinaia di articoli in periodici e giornali di pressoché tutti i Paesi di lingua Spagnola.

Nel 1938, a Buenos Aires, grazie all'aiuto dell'amica di lunga data e corrispondente Victoria Ocampo, una nuova opera, ''Tala'', fa la sua comparsa. I ricavi delle vendite vengono devoluti ai bimbi resi orfani dalla Guerra Civile Spagnola. Questo volume include vari poemi che esaltano gli usi ed il folklore del Sud America e dell'Europa mediterranea. La Mistral riesce a fondere in maniera unica questi due temi, cosa che ci fornisce una chiave sul perché ci si riferisca talora a lei con la locuzione "india vasca," ossia "india basca".

Nell'Agosto del 1943 anche Juan Miguel, suo nipote di soli 17 anni, si suicida. Questa nuova perdita è causa d'enorme prostrazione per la Mistral, dato che l'aveva cresciuto come se fosse un figlio. Questa morte, così come l'esplodere delle tensioni in Europa ed America della così detta Guerra Fredda, sono l'oggetto del suo ultimo volume di poesie non pubblicato postumo, "'Lagar'", che esce nel 1954. Un ulteriore volume di versi, "'Poema de Chile'", uscirà, a cura della sua amica Doris Dana, nel 1967. "'Poema de Chile'" descrive il suo ritorno, in forma di spirito, in Cile, in compagnia di un ragazzo Indio del deserto di Atacama, e di un cervo delle Ande.

Il 15 novembre 1945, diviene la prima donna sudamericana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura, cosa che l'accomuna ulteriormente ad un altro poeta cileno, Pablo Neruda, dato che già un altro legame esiste tra lei e quest'ultimo, e cioè quello di averlo spinto, proprio in qualità di sua insegnante, ad intraprendere la carriera artistica. Nel 1947, la Mistral riceve una laurea honoris causa dal Mills College di Oakland, in California. Nel 1951, le viene consegnato nel proprio paese il Premio Nazionale per la Letteratura.

La sua salute peggiora, limitandone la possibilità di viaggiare. Durante gli ultimi anni della sua vita, elegge New York come proprio luogo di residenza, e lì morrà, di cancro, a Long Island (USA)|Long Island, il 10 gennaio 1957, a 67 anni. I suoi resti vengono traslati in Cile nove giorni più tardi. Il governo cileno dichiara tre giorni di lutto nazionale, e centinaia di migliaia di concittadini vengono a renderle l'ultimo omaggio.

Tra le sue poesie più apprezzate, vi sono ''Piececitos de Niño'', ''Balada'', ''Todas Íbamos a ser Reinas'', ''La Oración de la Maestra'', ''El Ángel Guardián'', ''Decálogo del Artista'' e ''La Flor del Aire''.




PEDRO CERDA

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Pedro Avelino Aguirre Cerda (Pocuro, Cile, 6 Febbraio 1879 - Santiago del Cile, 25 novembre 1941), fu uomo politico, avvocato ed educatore cileno. Fu Presidente del Cile dal 24 Dicembre 1938 al 25 novembre 1941, quando morì. Militante del Partito Radicale Cileno, durante il suo governo diede grande impulso all'istruzione; suo lo slogan “gobernar es educar”.




LA FORMAZIONE

Nacque a Pocuro, un piccolo paese prossimo alle Ande, il 6 febbraio del 1879, settimo di otto fratelli, e figlio di Juan Bautista Aguirre Campos e di Clarisa Cerda Escudero, una modesta coppia di contadini. Iniziò i suoi studi nella povera scuola rurale, e successivamente nel Liceo di San Felipe. In seguito, compì i suoi studi superiori nell'Instituto Pedagógico della Universidad de Chile, dove ottenne il titolo di professore di Castigliano e Filosofia nel 1900. Compì anche studi di Giurisprudenza nella stessa università, laureandosi nel 1904.

Nel 1910 viaggiò in Francia per specializzarsi in Diritto amministrativo e finanziario presso l’Università de La Sorbona, ed Economia politica e Legislazione sociale nel Collegio di Francia. Al suo ritorno nel 1914, svolse attività di professore nell'Instituto Nacional, nella Escuela de Suboficiales del Ejército e nel Liceo Barros Borgoño, per poi conseguire il posto di presidente della Sociedad Nacional de Profesores. Nel 1916 si sposò con Juana Rosa Aguirre Luco.


L'INIZIO DELL'ATTIVITÀ POLITICA

A 27 anni aderì alla massoneria, cosa che fu fondamentale per il successivo suo ingresso nel Partido Radical. Iniziò la sua carriera nel mondo politico con l'elezione a deputato nel 1915 per la provincia di San Felipe, Putaendo y Los Andes, e nuovamente nel 1928, ma per la provincia di Santiago. Nel 1921 fu eletto senatore per il distretto di Concepción. Il presidente Juan Luis Sanfuentes lo nominò ministro della Giustizia, Culto e Pubblica Istruzione, dando enfasi all'educazione. Durante il primo governo di Arturo Alessandri Palma, occupò il dicastero degli Interni.

Nel 1924 avvenne il così detto “ruido de sables”, col successivo ''golpe'' militare che obbligò Aguirre Cerda a rinunciare al proprio incarico. Esule in Europa per la durata di un anno, tornò nel 1925, ma partì di nuovamente nel 1927. Durante i suoi periodi in Europa scrisse le opere ''El problema agrario'' e ''El problema industrial''. Tornò definitivamente in Cile nel 1930.


LA PRESIDENZA

Nel 1936 si costituì il Frente Popular, raggruppamento d'opposizione al governo di Alessandri Palma, formato da socialisti, comunisti, democratici, e dalla Confederación de Trabajadores, alla quale poi si unirà il partito radicale. Nel 1938 vinse le elezioni presidenziali come candidato ufficiale della coalizione, battendo Gustavo Ross Santa María e Carlos Ibáñez del Campo. Fu eletto con il 50,46% dei voti, contro il 49,53% di Ross, suo principale avversario.

Molte le iniziative del suo governo: incaricò il poeta Pablo Neruda, suo sostenitore, di organizzare l'evacuazione dai campi profughi francesi di 2.000 esiliati spagnoli (Neruda saprà adempiere a questo compito attraverso un trasferimento via mare in Cile, utilizzando la nave ''Winnipeg''); affrontò crisi come quella del terremoto che colpì Chillán nel 1939, causando seri danni; pose speciale enfasi nel combattere la povertà. Tuttavia, la sua principale meta fu quella di aumentare il tasso d'istruzione, creando scuole e propiziando l'assunzione di nuovi professori. Come sue opere si possono altresì enumerare la creazione della Corporación de Fomento de la Producción (CORFO), un organismo tecnico che segnò l’inizio di un moderno processo di industrializzazione, costruendo una serie di opere infrastrutturali che migliorarono la qualità della vita. Inoltre procedette all'allargamento della sovranità del Cile annettendosi il Territorio Antartico compreso tra il Mare di Drake ed il Polo Sud, ossia tra il 52esimo ed il 90esimo Ovest di Greenwich.

Nel 1940 comparvero i sintomi della tubercolosi che lo avrebbe ucciso. Morì il 25 novembre 1941, lasciando il potere al vicepresidente Jerónimo Méndez Arancibia, che convocò nuove elezioni presidenziali.




FEDERICO GARCÍA LORCA

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Federico García Lorca (Fuentevaqueros, Granada, 5 giugno 1898 - Víznar, Granada, 18 agosto o 19 agosto 1936) è stato un famoso poeta e drammaturgo spagnolo appartenente alla cosiddetta generazione del '27, un gruppo di scrittori che affrontò le Avanguardie europee con risultati eccellenti, tanto che la prima metà del Novecento viene definita la Edad de Plata della letteratura spagnola.

Apertamente a favore delle forze repubblicane, scoppiata la Guerra civile spagnola viene per questo ucciso dai falangisti seguaci di Francisco Franco, molto probabilmente in data 19 agosto 1936.



BIOGRAFIA IN BREVE

Nato in una famiglia di piccoli, ma floridi, proprietari terrieri nel paesino di Fuente Vaqueros, García Lorca è per vari aspetti un ragazzo prodigio, sebbene non raggiunga mai l'eccellenza - non per incapacità, ma per le pieghe del suo complesso carattere - in ambito scolastico. Nel 1909, si trasferisce assieme alla famiglia a Granada, vicina città dell'Andalusia, dove ben presto rimane profondamente coinvolto nelle attività dei circoli artistici del luogo. La sua prima opera letteraria, ''Impresiones y paisajes'', viene pubblicata nel 1918, ma non ha particolare successo, se non in ambito locale.

Nel 1919, giunge, per proseguire gli studi, a Madrid, dimorando presso la famosa Residencia de estudiantes. All'Università stringe amicizia con Luis Buñuel e Salvador Dalí, così come con molti altri personaggi che oggi annoveriamo come tra i più importanti della storia spagnola. Tra questi, Gregorio Martínez Sierra, il Direttore del Teatro Eslava, dietro invito del quale Lorca scrive e mette in scena, nel 1919-20, la sua opera d'esordio, ''El maleficio de la mariposa'', che però non viene accolta bene dal pubblico.

Nel giro di pochissimi anni, García Lorca sa però ribaltare questi iniziali insuccessi, divenendo membro di spicco dell'avanguardia artistica del proprio Paese: pubblica ulteriori raccolte di poesie, tra le quali ''Canciones'' e ''Romancero Gitano'', forse il suo libro più conosciuto. Sul fronte teatrale, ''Mariana Pineda'', con fondali disegnati da Dalí, debutta con clamoroso trionfo a Barcellona.

Tuttavia, verso la fine del 1929, García Lorca cade vittima di una depressione sempre più profonda, esacerbato frutto dei sensi di colpa per una omosessualità che comunque sempre meno riesce a mascherare con amici e parenti, e tutto questo mentre al contrario la fama del suo ''Romancero Gitano'' cresce esponenzialmente. Vedendo il peggiorare delle condizioni psicologiche di Federico, anche se forse ne ignoravano la causa, la famiglia di Lorca organizza per lui - con la complicità di Fernando de los Ríos, amico attraverso il quale si riesce ad ottenere una borsa di studio - un viaggio negli Stati Uniti d'America.

Questo viaggio, ed in particolare il soggiorno a New York, dove Federico frequenta per un breve lasso la Columbia University, assume una importanza fondamentale nella produzione poetica di Lorca, che difatti compone quello che molti giudicano il suo capolavoro, ovverosia ''Poeta en Nueva York'', incentrato sull'alienazione dell'uomo nella società moderna e sui meccanismi che permettono ai pochi di dominare sui molti. Un opera, come si comprende, molto avanti sul resto del panorama artistico coevo, così come lo sono le pieces teatrali che realizza in questo periodo, ''Así que pasen cinco años'' e ''El público'', tanto che quest'ultima verrà pubblicata solo al termine degli anni 70 del secolo scorso, e mai integralmente.

Dopo un breve ma importante e intenso soggiorno a Cuba, il suo ritorno in Spagna nel 1930 coincide con la caduta della dittatura di Primo de Rivera ed il ristabilirsi della democrazia. Nel 1931, García Lorca viene nominato direttore della compagnia ''Teatro Universitario la Barraca''. Questa compagnia, fondata dal Ministro dell'Educazione, riceve l'incarico di portare in giro la propria produzione nelle più remote aeree rurali del Paese. Lorca non si limita a dirigere, ma ne è anche attore. E' durante questo tour con ''La Barraca'', che García Lorca scrive le sue opere di teatro più note, e denominate 'trilogia rurale': ''Bodas de sangre'', ''Yerma'' e ''La casa de Bernarda Alba''.

Scoppia la Guerra civile spagnola: García Lorca lascia Madrid per Granada, nonostante debba essere conscio del fatto che si sta praticamente votando alla morte andando a raggiungere una città con la fama di essere abitata dalla oligarchia più conservatrice d'Andalusia. García Lorca e suo cognato, che era anche il sindaco socialista di Granada, sono effettivamente arrestati. Lorca viene ucciso dai Falangisti il 19 agosto 1936, e gettato in una tomba senza nome nei dintorni di Víznar e Alfacar, vicino Granada, anche se va aggiunto che esiste tuttora una accesa controversia circa i dettagli di questa esecuzione.



BIOGRAFIA RAGIONATA


- L'INFANZIA -

García Lorca, il cui nome completo è in realtà Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, nasce il 5 giugno 1898 a Fuentevaqueros, un paesino della ''vega'' granadina. È figlio di un ricco possidente, Federico García Rodríguez, che aveva sposato in seconde nozze una giovane e sensibile maestra, Vicenta Lorca Romero, donna di salute fragile - al punto che ad allattare Lorca non sarà lei stessa, ma una balia, moglie del ''capataz'' del padre - e che tuttavia incide profondamente nella formazione artistica del figlio: lascia infatti presto l'insegnamento per dedicarsi all'educazione del piccolo Federico, al quale trasmette la sua passione per il pianoforte e la musica:

''Canticchiava le canzoni popolari ancor prima di saper parlare e si entusiasmava sentendo suonare una chitarra"

La madre gli trasmetterà altresì quella coscienza profonda della realtà degli indigenti e quel rispetto per il loro dolore che Lorca riverserà all'interno della propria opera letteraria.

Federico trascorre un'infanzia felice nell'ambiente sereno e agreste della casa patriarcale di Fuentevaqueros fino al 1909, quando la famiglia, che nel frattempo si era accresciuta di altri tre figli - Francisco, Conchita e Isabel, mentre un quarto, Luis, si era purtroppo spento all'età di soli due anni per polmonite - si trasferisce a Granada.


- GLI STUDI E LE CONOSCENZE A GRANADA -

A Granada frequenta il "Colegio del Sagrado Corazón", che era diretto da un cugino di sua madre, e nel 1914 si iscrive dapprima alla facoltà di giurisprudenza per poi passare a quella di lettere.

Conosce i quartieri gitani della città, che entreranno a far parte della sua poesia, come dimostra il suo ''Romancero'' del 1928.

Incontra per la prima volta in questo periodo il letterato Melchor Fernández Almagro e il giurista Fernando de los Ríos, futuro Ministro de Instrucción Pública durante il periodo denominato Seconda Repubblica Spagnola: entrambi aiuteranno in modo concreto la carriera del giovane Federico.

Inizia nel frattempo lo studio del pianoforte sotto la guida del maestro Antonio Segura e diventa un abile esecutore del repertorio classico e di quello del folclore andaluso.

Con il musicista granadino Manuel de Falla, con cui stringe un'intensa amicizia, collabora all'organizzazione della prima ''Fiesta del Cante jondo'' (13 - 14 giugno 1922).


- IL PERIODO FORMATIVO SPIRITUALE -

Gli interessi che segnano il periodo formativo spirituale del poeta sono la letteratura, la musica e l'arte che apprende dal professor Martín Domínguez Berrueta che sarà suo compagno nel viaggio di studio in Castiglia, dal quale nascerà la raccolta in prosa ''Impresíones y paisajes'' (''Impressioni e paesaggi'').


- L'INGRESSO ALLA ''RESIDENCIA DE ESTUDIANTES'' -

Nel 1919 il poeta, grazie all'interessamento di Fernando de los Ríos, ottiene l'ingresso nella prestigiosa ''Residencia de Estudiantes'' di Madrid, che era considerata il luogo della nuova cultura e delle giovani promesse del 1827.

Nella ''Residencia'' Lorca rimane nove anni, tranne i soggiorni estivi alla ''Huerta de San Vicente'', la casa di campagna, e alcuni viaggi a Barcellona e a Cadaqués ospite del pittore Salvador Dalí, a cui lo lega un rapporto di stima e amicizia che coinvolgerà presto anche la sfera sentimentale.


- LE PRIME PUBBLICAZIONI -

È di questo periodo la pubblicazione del ''Libros de poemas'', la preparazione delle raccolte ''Canciones'' e ''Poema del Cante jondo'' (''Poema del Canto profondo''), al quale fa seguito il dramma teatrale ''El maleficio de la marìposa'' (''Il maleficio della farfalla'') nel 1920 e nel 1927 il dramma storico ''Mariana Pineda'' per il quale Salvator Dalí disegna la scenografia.

Seguiranno le prose d'impronta surrealista ''Santa Lucía y san Lázaro'', ''Nadadora sumeringa'' (''La nuotatrice sommersa'') e ''Suicidio en Alejandría'', gli atti teatrali ''El paseo de Buster Keaton'' (''La passeggiata di Buster Keaton'') e ''La doncella, el marinero y el estudiantes'' (''La ragazza, il marinaio e lo studente''), oltre le raccolte poetiche ''Primer romancero gitano'', ''Oda a Salvator Dalí'' e un numero straordinario di articoli, composizioni, pubblicazioni varie, senza contare le letture in casa di amici, le conferenze e la preparazione della rivista granadina "Gallo" e la mostra di disegni a Barcellona.


- IL CONFLITTO INTERIORE -

Le lettere inviate in questo periodo da Federico agli amici più intimi, confermano che l'attività febbrile improntata ai contatti e alle relazioni sociali che il poeta in quel momento vive nasconde in realtà una intima sofferenza e ricorrenti pensieri di morte, malessere su cui molto incide il non poter vivere serenamente la propria omosessualità. Al critico catalano Sebastián Gasch, in una lettera datata 1927, confessa la sua dolorosa condizione interiore:

''Sto attraversando una grave crisi sentimentale (è così) dalla quale spero di uscire curato".


- LA DEPRESSIONE -

Il conflitto con la cerchia intima di parenti e amici raggiunge il suo ''climax'' allorquando i due surrealisti Dalí e Buñuel collaborano alla realizzazione del film ''Un chien andalou'', che García Lorca legge, probabilmente erroneamente, come un attacco nei suoi confronti. Allo stesso tempo, la sua passione, acuta ma sfortunatamente non ricambiata per lo scultore Emilio Aladrén, giunge a una svolta di grande dolore per Lorca nel momento in cui Aladrén inizia la propria relazione con la donna che ne diverrà moglie.


- LA BORSA DI STUDIO E IL SOGGIORNO A NEW YORK -

Fernando de los Ríos, il suo amico protettore, venuto a conoscenza dello stato conflittuale del giovane García gli concede una borsa di studio e nella primavera del 1929 il poeta lascia la Spagna e si reca negli Stati Uniti.

L'esperienza statunitense, che dura fino alla primavera del 1930, sarà fondamentale per il poeta, e darà come risultato una delle produzioni lorchiane più riuscite, ''Poeta en Nueva York'', incentrata su quanto Lorca osserva con il suo sguardo partecipe e attento: una società di troppo accesi contrasti tra poveri e ricchi, emarginati e classi dominanti, connotata da razzismo. Si rafforza in Lorca il convincimento della necessità di un Mondo nettamente più equo, non discriminante.

A New York, il poeta frequenta i corsi alla Columbia University, trascorre le vacanze estive, invitato dall'amico Philip Cummings, sulle rive del lago Edem Mills e, poi, presso la casa del critico letterario Angel del Rio e alla fattoria del poeta Federico de Onís nel Newburg.

Al rientro nella metropoli alla fine dell'estate rivede alcuni amici spagnoli tra i quali León Felipe, Andrés Segovia, Dámaso Alonso e il torero Ignacio Sánchez Mejías, che si trovava a New York con la famosa cantante la Argentinita, ma il 5 marzo del 1930, dietro invito della ''Institucíon hispanocubana de Cultura'', Lorca parte per Cuba.


- L'ESPERIENZA A CUBA -

Il periodo trascorso a Cuba è un periodo felice. Il poeta stringe nuove amicizie tra gli scrittori locali, tiene conferenze, recita poesie, partecipa a feste e collabora alle riviste letterarie dell'isola, "Musicalia" e "Revista de Avance", sulla quale pubblica la prosa surrealistica ''Degollacíon del Bautista (Decapitazione del Battista)''.

Sempre a Cuba inizia a scrivere i drammi teatrali ''El público'' e ''Así que pasen cinco años'' (''Finché trascorreranno cinque anni'') e l'interesse maturato per i motivi e i ritmi afrocubani lo aiuteranno a comporre la famosa lirica ''Son de negros en Cuba'' che risulta essere un canto d'amore per l'anima negra d'America.


- IL RIENTRO IN SPAGNA -

Nel luglio del 1930 il poeta rientra in Spagna che, dopo la caduta della dittatura di Primo de Rivera, sta vivendo una fase di intensa vita democratica e culturale.


- LA REALIZZAZIONE DEL TEATRO AMBULANTE -

Con l'aiuto di Fernando de los Ríos, che nel frattempo è diventato Ministro della Pubblica istruzione, Lorca, con attori e interpreti selezionati dall'''Istituto Escuela di Madrid'', realizza il progetto di un teatro popolare ambulante, chiamato ''La Barraca'', che, girando per i villaggi, rappresenta il repertorio classico spagnolo.

Conosce in questi anni Rafael Rodríguez Rapún, segretario de ''La Barraca'' e studente d'ingegneria a Madrid, che sarà l'amore profondo dei suoi drammi e delle sue poesie e al quale dedicherà i ''Sonetti dell'amor oscuro'', pubblicati postumi.

Lorca, che è l'ideatore, il regista, l'animatore entusiasta della piccola troupe teatrale, vestito con una semplice tuta azzurra a significare ogni rifiuto di divismo, porta in giro negli ambienti rurali e universitari il suo teatro che riscuote grande successo e che svolge senza interruzione la sua attività fino all'aprile del 1936, a pochi mesi dallo scoppia della guerra civile.


- LE ULTIME OPERE LETTERARIE -

L'attività teatrale non impedisce a Lorca di continuare a scrivere e compiere diversi viaggi con gli amici madrileni, nella vecchia Castiglia, nei Paesi Baschi e in Galizia.

Alla morte dell'amico torero Ignacio Sánchez Mejías avvenuta l'11 agosto del 1934, il poeta dedica il famoso ''Llanto (Compianto'') e negli anni successivi pubblica ''Seis poemas galegos (Sei poesie galiziane''), progetta la raccolta poetica del ''Diván del Tamarit'' e porta a conclusione le opere teatrali ''Doña Rosita la soltera'' o ''El lenguaje de las flores'' (''Donna Rosita nubile'' o ''Il linguaggio dei fiori'').

All'inizio del 1936 pubblica ''Bodas de sangre'' (''Nozze di sangue'') e il 19 giugno finisce ''La casa de Bernarda Alba'' e nel febbraio contribuisce insieme ad Alberti e Bergamín a fondare l'"Associazione degli intellettuali antifascisti".


- LO SCOPPIO DELLA GUERRA CIVILE -

Stanno intanto precipitando gli eventi politici. Tuttavia, García Lorca rifiuta la possibilità di asilo offertagli da Colombia e Messico, i cui ambasciatori prevedono il rischio che il poeta possa esser vittima di un attentato a causa del suo ruolo di funzionario della Repubblica; respinge le offerte, ed il 13 luglio decide di tornare a Granada, nella casa della Huerta de San Vicente, per trascorrervi l’estate.

Rilascia un’ultima intervista, al “Sol” di Madrid, in cui c’è una eco delle motivazioni che l’avevano spinto a rifiutare quelle offerte di vita fuori dalla Spagna appena menzionate, ed in cui tuttavia Lorca chiarisce e ribadisce la propria avversione verso le posizioni di estremismo nazionalistico, tipiche di quella destra che prenderà da lì a poco il potere, instaurando la dittatura:

''Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossible vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient’altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l’uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Il Cinese buono lo sento più prossimo dello spagnolo malvagio. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti. Per questo non credo alla frontiera politica."

Pochi giorni dopo, esplode in Marocco la ribellione franchista che in breve tempo colpisce la città andalusa e instaura un clima di feroce repressione.


- L'ARRESTO -

Il 16 agosto, il sindaco socialista di Granada e cognato del poeta viene fucilato e Federico, che si era rifugiato in casa dell'amico poeta falangista Louis Rosales, viene arrestato lo stesso giorno dall'ex rappresentante della CEDA, Ramón Ruiz Alonso.


- LA FUCILAZIONE -

Numerosi si levano gli interventi a favore del poeta, soprattutto da parte dei fratelli Rosales e dal maestro de Falla; ma nonostante la promessa fatta allo stesso Luis Rosales che Lorca sarebbe stato rimesso in libertà "se non ci sono denunce contro di lui", il Governatore José Valdés Guzmán, con l'appoggio del generale Queipo de Llano, dà ordine, segretamente, di procedere all'esecuzione: a notte fonda, Federico è condotto a Víznar, presso Granada e - è incerto se all'alba del 18 o 19 agosto - viene fucilato sulla strada vicino alla ''Fuente grande'', lungo il cammino che va da Víznar a Alfacar. La sua uccisione provoca riprovazione mondiale: molti intellettuali esprimeranno parole di sdegno, tra le quali spiccano quelle dell'amico Pablo Neruda.


- LORCA SOTTO LA DITTATURA FRANCHISTA -

La dittatura di Francisco Franco, instauratasi, impone il bando sulle sue opere, bando in parte rotto nel 1953, quando un ''Obras completas'' - si badi bene, pesantemente censurata - viene fatto pubblicare. Quell'edizione tra l'altro non include il suo ultimo ''Sonetos del amor oscuro'', scritto nel Novembre del 1935 e recitato unicamente per gli amici intimi. Quei sonetti, di tema omosessuale, saranno addirittura pubblicati solo a partire dall'anno 1983.


- LORCA OGGI -

Con la morte di Franco nel 1975, García Lorca ha potuto finalmente e giustamente tornare ad essere quell'esponente importantissimo della vita culturale e politica del proprio Paese.

Nel 1986, la traduzione in lingua inglese fatta dal cantante e autore Leonard Cohen della poesia di Lorca "Pequeño vals vienés", e musicata dallo stesso Cohen, raggiunge il primo posto all'interno della classifica dei dischi più venduti in Spagna.

Oggi, la memoria di García Lorca viene solennemente onorata da una statua in Plaza de Santa Ana, a Madrid.



L'OPERA POETICA

Pur esistendo importanti edizioni dell'opera completa di García Lorca non si ha ancora un testo definitivo che metta fine ai dubbi e agli interrogativi nati intorno ai libri annunciati e mai pubblicati e non si è ancora risolta la questione della genesi di alcune raccolte importanti.

Si può comunque dire che la produzione che conosciamo, insieme ai materiali inediti recentemente trovati, è sufficiente ad offrirci una chiara testimonianza della corrispondenza dell'uomo con la sua poesia.

In un primo tempo Lorca manifesta il suo talento come espressione orale seguendo lo stile della tradizione dei Giullari. Il poeta infatti recita, legge, interpreta i suoi versi e le sue ''pièce'' teatrali davanti agli amici e agli studenti dell'università prima ancora che siano raccolte e stampate.

Ma Lorca, pur essendo un artista geniale ed esuberante, mantiene verso la sua attività creativa un atteggiamento severo chiedendo ad essa due condizioni essenziali: ''amor y disciplina''.



IL PERIODO ANDALUSO


- ''IMPRESIONES Y PAISAJES'' -

Nella raccolta di prose ''Impresiones y paisajes'' che esce nel 1918 dopo il viaggio in Castiglia e Andalusia, Lorca afferma le sue grandi doti d'intuizione e di fantasia. La raccolta è densa di impressioni liriche, di note musicali, annotazioni critiche e realistiche intorno alla vita, la religione, l'arte e la poesia.


- ''LIBRO DE POEMAS'' -

Nel ''Libro de poemas'', composto dal 1918 al 1920 Lorca documenta il suo grande amore per il canto e la vita. Dialoga con il paesaggio e con gli animali con il tono modernista di un Rubén Darío o un Juan Ramón Jiménez facendo affiorare le sue inquietudini sotto forma di nostalgia, di abbandoni, di angosce e di protesta ponendosi domande di natura esistenziale:

"Che cosa racchiudo in me/ in questi momenti di tristezza?/ Ahi, chi taglia i miei boschi/ dorati e fioriti!/ Che cosa leggo nello specchio/ d'argento commosso/ che l'aurora mi offre/ sull'acqua del fiume?"

In questi versi sembra di sentire il sottofondo musicale che, modulando la pena del cuore, riflette la situazione d'incertezza vissuta e il suo distacco dalla fase dell'adolescenza.

Il periodo che va dal 1921 al 1924 rappresenta un momento molto creativo e di grande entusiasmo anche se molte delle opere prodotte vedranno la luce solo anni dopo.


- ''POEMA DEL CANTE JONDO'' -

Il ''Poema del Cante jondo'', scritto tra il 1921 e il 1922 uscirà solamente dieci anni dopo. In esso vi sono tutti i motivi del mondo andaluso ritmati sulle modalità musicali del ''cante jondo'' a cui il poeta aveva lavorato con il maestro de Falla in occasione della celebrazione della prima ''Fiesta del Cante jondo'' al quale Lorca aveva dedicato, nel 1922, la conferenza ''Importancia histórica y artística del primitivo canto andaluz llamado "cante jondo".

Il libro vuole essere un'interpretazione poetica dei significati legati a questo canto primitivo che esplode nella ripetizione ossessiva di suoni e di ritmi popolari, come nelle canzoni della ''siguiriya'', la ''soleá'', la ''petenera'', la ''tonáa'', la ''liviana'', accompagnate dal suono della chitarra'':

"Comincia il pianto/ della chitarra./ Si spezzano le coppe/ dell'alba./ Comincia il pianto/ della chitarra./ È inutile/ tacerla./ È impossibile/ tacerla./ Piange monotona/ come piange l'acqua./ Come piange il vento/ sulla montagna".


- ''PREMIERAS CANCIONES'', ''SUITES - CANCIONES'' -

In ''Premiera Canciones'' ma soprattutto in ''Canciones'', il poeta, su variazioni di tipo musicale espresse con un linguaggio cifrato, dimostra tutta la sua abilità nel cogliere il mondo della tenerezza infantile.
Manca in queste liriche ogni traccia di eloquenza e si nota una maggiore rapidità di sguardo e di sintesi che riesce a cogliere l'immagine di un paesaggio che sembra sospeso tra il sogno e la realtà:

"Albero albero/ secco e verde.// La ragazza dal bel volto/ sta raccogliendo olive./ Il vento, corteggiatore di torri,/ la prende per la cintura".

In questi versi i colori, i suoni del mondo gitano vengono rappresentati attraverso una luce particolare che anima gli oggetti.

Così nella breve poesia ''Caracola'' (''Conchiglia'') in cui il poeta, attraverso gli echi e i ritmi interiori, rivive il tempo lieto della fantasia e dell'infanzia:

"Mi hanno portato una conchiglia.// Dentro canta/ un mare di carta./ Il mio cuore/ si riempie d'acqua/ con pesciolini/ d'ombra e d'argento.// Mi hanno portato una conchiglia".


- ''ROMANCERO GITANO'' -

Il successo popolare di García Lorca avviene nel 1928 con ''Romancero gitano'' che descrive il sentimento di fatalità, di mistero e di dolore del mondo andaluso.

L'opera è composta da diciotto liriche e comprende quattro nuclei tematici: quello del mondo umano nel quale i gitani lottano contro la ''Guardia Civil''; quello del mondo celeste rappresentato dai ''romances'' di iconografia religiosa; quello delle forze oscure e per ultimo quello della realtà di matrice storico-letteraria.

Ad accomunare questi quattro mondi vi è la figura dei gitani con il loro carattere fiero e il loro primitivismo pagano verso i quali Lorca sente di possedere una componente comune che lo rende partecipe della loro sofferenza e della loro ribellione.

Il ''Romancero'' si distingue per la ripetizione del verso spagnolo tradizionale (il ''romance'') e per le audaci metafore.

In esso la parola poetica riesce a cogliere, armonicamente con il linguaggio e la psicologia del mondo gitano, l'oggetto in una dimensione mitica:

"Verde ti voglio proprio verde./ Verde vento. Verdi rami./ La barca sul mare/ e il cavallo sulla montagna".

In ''Romancero'', attraverso il vento, i colori, i riferimenti simbolici, è presente tutto l'universo emotivo del giovane Lorca che, con una poesia diretta, fa vibrare la terra d'Andalusia.


- LA "NUEVA MANERA ESPIRITUALISTA" -

In seguito al ''Romancero gitano'', accolto con tanto favore popolare ma disapprovato da Salvador Dalí e da Luis Buñuel per l'eccessivo lirismo tradizionalista, vi è un breve periodo nel quale va situata l'esperienza delle prose poetiche di carattere surrealista, tra le quali ''Oda a Salvador Dalí'', insieme ad alcune bozze teatrali nelle quali il poeta cerca di superare l'elemento biografico senza però mai aderire completamente al movimento surrealista.


- ''ODA A SALVADOR DALÍ'' -

Nell'ode all'amico Salvador Dalí, Lorca oppone all'estetica del "fiore asettico della radice quadrata" l'immagine della rosa quotidiana come suo ideale di bellezza e di vita:

"Ma anche la rosa del giardino dove vivi./ Sempre la rosa, sempre, nord e sud di noi stessi!"

e lo invita a non scordare l'importanza del sentimento d'amore e la sua verità umana:

"Non è l'Arte la luce che ci acceca gli occhi./ Prima è l'amore, l'amicizia o la scherma"


DA ''POETA EN NUEVA YORK'' AI ''SONETOS DEL AMOR OSCURO''


- ''POETA EN NUEVA YORK'' -

Il libro ''Poeta en Nueva York'', composto tra il 1929 e il 1930 ma pubblicato postumo nel 1940, e che alcuni identificano come la sua opera più compiuta, comprende dieci gruppi di liriche, tra cui l'''Oda a Walt Whitman'' e le composizioni nate nel periodo cubano, e costituisce un superamento della poetica precedente, arricchita di ardite immagini surrealiste.

Nell'opera si possono individuare due differenti situazioni psicologiche.

Vi è un primo momento che esprime il sentimento di protesta contro la civiltà moderna e la metropoli nella quale Lorca identifica il simbolo dell'angoscia e dell'alienazione umana. Il poeta descrive infatti la città nordamericana come meccanismo stritolante e implacabile, le cui vittime Lorca guarda con occhio commosso e sensibile. In particolare, poesie come "New York oficina y denuncia" o "Panorama ciego de New York" riflettono la sua incendiata critica nei confronti della disumanizzazione, del mancato rispetto nei confronti della natura e dell'emarginazione dei diseredati, che in ''Romacero gitano'' erano appunto rappresentati dai gitani, mentre in queste libro sono soprattutto la comunità nera:

"Io credo che il fatto di essere di Granada mi spinga all'umana comprensione dei perseguitati, del gitano, del negro, dell'ebreo... del moro, che noi tutti ci portiamo dentro!"

e un secondo momento improntato a un sentimento di nostalgia del ricordo passato e della felicità perduta:

"Era la mia voce antica/ ignara dei densi succhi amari./ La sento lambire i miei piedi/ sotto le fragili felci bagnate./ Ahi, voce antica del mio amore, /ahi, voce della mia verità,/ ahi, voce del mio aperto costato,/ quando tutte le rose nascevano dalla mia lingua/ e il prato non conosceva l'impassibile dentatura del cavallo!".

A parte i ''Seis poemas galegos'', gli ultimi libri di poesia ripropongono i motivi dell'ultimo itinerario creativo del poeta: la denuncia dell'ingiustizia, il dolore, l'amore impossibile, l'amicizia.


- ''SEIS POEMAS GALEGOS'' -

''Seis poemas galegos'' è un'opera doppiamente unica nel panorama lorquiano: è in galiziano, lingua differente da quella del poeta, e non vi sono altri esempi in tal senso all'interno della sua produzione letteraria.

E' per questo particolarmente interessante conoscere come è nata.

García Lorca visita per la prima volta la Galizia nel 1916, in occasione di un viaggio di studi organizzato da uno dei suoi professori: visita Santiago de Compostela, A Coruña, Lugo, Betanzos e Ferrol. Nella Residencia de Estudantes di Madrid conosce il musicologo galiziano Jesús Bal y Gay, con l'aiuto del quale si avvicina al folclore musicale di quella terra, in un periodo turante il quale Lorca sta anche leggendo con grande passione i "cancioneiros galego-portugueses" ed autori galiziani come Rosalía de Castro, Curros Enríquez, Eduardo Pondal, Amado Carballo e Manuel Antonio.

Nel 1931 conosce Ernesto Guerra da Cal, nazionalista galiziano che fin dall'infanzia risiede a Madrid, e che lo introduce all'interno dell'entourage galiziano della capitale spagnola.

Nel maggio del 1932 Lorca realizza il suo secondo viaggio in Galizia, per dare una serie di conferenze. A Santiago de Compostela fa amicizia con Carlos Martínez-Barbeito.

Nell'agosto del 1932, effettua un terzo viaggio in Galizia, viaggio legato al giro di spettacoli che la sua compagnia teatrale, "La Barraca", sta effettuando in varie città e villaggi della regione, e in novembre tiene una serie di conferenze con Xosé Filgueira Valverde, e pubblica nella rivista ''Yunque'' di Lugo il primo dei suoi "poemas galegos": ''Madrigal a cibdá de Santiago'', scritto con l'aiuto di Francisco Lamas e Luís Manteiga.

Nel 1933, Lorca incontra Eduardo Blanco Amor, all'epoca corrispondente del quotidiano argentino ''La Nación''; il giornalista si dà da fare affinché Lorca venga conosciuto in Argentina, tanto che, quando Lorca percorre il Paese sudamericano, riceve una calorosa accoglienza da parte della popolazione, soprattutto quella di origine galiziana. Come ringraziamento, Lorca scrive ''Cántiga do neno da tenda'', e una volta tornato in Spagna manterrà con Blanco Amor una intensa relazione di amicizia, il quale trascorrerà varie volte il proprio tempo nella casa di Lorca a Fuente Vaqueros. E' sempre grazie all'aiuto di Blanco Amor che Federico García Lorca giunge a pubblicare le sue composizioni in galiziano con il libro ''Seis poemas galegos'' del 1935, per i tipi dell'editorial Nós: le poesie sono composizioni che da un lato posseggono le stesse caratteristiche di spontaneità di quelle contenute in ''Canciones'', il libro di Lorca del (1927), ma che allo stesso tempo, hanno ritmi propri della tradizione letteraria della Galizia. Quanto alla difficoltà di Lorca di scrivere in una lingua differente dalla propria, due sono le versioni succedutesi nel corso degli anni: quella di Ernesto Guerra da Cal, che nell'ultimo periodo della propria vita sostenne di essere l'autore della trasposizione in galiziano, affermazione che trovò appoggio da parte di Xosé Luís Franco Grande, e quella, contrapposta, di Eduardo Blanco Amor, secondo la quale le poesie erano sotto tutti i punti di vista da attribuirsi a Lorca. E' quest'ultima tesi quella che ha trovato riscontro nelle indagini successive condotte da vari studiosi.


- ''LLANTO POR IGNACIO SÁNCHEZ'' -

In seguito alla morte dell'amico torero caduto nell'arena, Lorca scrive il bellissimo ''Llanto por Ignacio Sánchez'', in quattro parti.

Il componimento, dopo l'irrompente inizio della prima parte ("La cogida y la muerte" - Il cozzo e la morte -, introdotta e scandita dalle famose ''"cinco de la tarde"'' che suonano in tutti gli orologi del mondo), prende via via un tono più pacato (nella seconda parte, "La sangre derramada" - Il sangue versato - e nella terza parte "Cuerpo presente" - Corpo presente) -, e cede alla fine all'elegia e al rimpianto per l'amico morto levandosi a ricordarne la grandezza al di là della morte (nella quarta e ultima parte "Alma ausente" -Anima assente -, che così termina):

"Io canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia./ La nobile maturità della tua conoscenza./ Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca./ La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.// Passerà molto tempo prima che nasca, se nasce,/ un andaluso così illustre, così ricco d'avventura./ Io canto la sua eleganza con parole che gemono/ e ricordo una brezza triste fra gli olivi".


- ''DIVÁN DEL TAMARIT'' -

Il ''Diván del Tamarit'', scritto nel 1936 e pubblicato postumo nel 1940, rappresenta la fine del lungo monologo interiore per chiudersi nel silenzio del dramma personale con versi ormai privi di ogni scuola o maniera nei quali il poeta cerca la sua verità interiore.


-''SONETOS DEL AMOR OSCURO'' -

Il 17 marzo 1984 verranno pubblicati gli undici ''Sonetos del amor oscuro'' sul giornale "ABC" che costituiscono il documento della passione privata omosessuale espressi attraverso la forma classica del sonetto.

I sonetti verranno commentati dal poeta Vicente Aleixandre, che nel 1937 ne aveva ascoltato le prime composizioni, come ''"prodigio di passione, di entusiasmo, di felicità, di tormento, puro e ardente monumento all'amore..."''.

" Notte alta noi due con luna piena./ Io ruppi in pianto mentre tu ridevi./ Il tuo scherno era un dio,/ le mie lagnanze momenti e poi colombe senza fine.// Notte bassa noi due. Specchio di pena,/ piangevi tu in remote lontananze./ Il mio dolore era un groppo d’agonie/ sopra il tuo cuore fragile d’arena.// L’aurora ci congiunse sopra il letto,/ le bocche contro il gelido fluire/ di uno sbocco di sangue senza fine.// E il sole entrò filtrando dal balcone,/ e aprì il corallo i rami della vita/ sopra il mio cuore avvolto nel sudario"''.



L'OPERA TEATRALE

Francisco Umbral nel suo saggio ''Lorca, poeta maldito'' pubblicato nel 1978 scrive: "... tutta la drammaturgia di Lorca altro non è che la rappresentazione della sua radicale e personale tragicità interiore".

L'opera teatrale di Lorca è infatti la drammatica rappresentazione del conflitto ontologico personale dell'autore vissuta attraverso personaggi che denunciano le sue stesse inquietudini e tentano di ribellarsi agli stessi pregiudizi.


- LE PRIME COMMEDIE -

Il tema del sogno e dell'evasione che assumerà un ruolo fondamentale nella successiva drammaturgia lorchiana, è affrontato nell'ingenuo dramma giovanile ''El maleficio de la mariposa '' un dramma in versi sull'impossibile amore tra uno scarafaggio e una farfalla, che non è però accolto affatto bene dal pubblico e che spiegherebbe il perché Lorca abbia poi sempre dichiarato che è ''Mariana Pineda'', del 1927, il suo primo copione per il teatro.

Anche in quest'ultima opera, comunque, è dominante il tema del desiderio di libertà nel quale Mariana identifica l'amore e la persona amata.


- LE COMMEDIE DA FARSA -

''La zapatera prodigiosa (La calzolaia meravigliosa)'' e ''El amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín'' sono due deliziose commedie ritagliate dal teatro di burattini che Lorca amava in modo particolare, e che, insieme a ''Los títeres de cachiporra (I burattini di legno)'' e ''Retablillo de don Cristóbal'' (''Teatrino di don Cristóbal)'', portano avanti il dialogo intimo del poeta tra lirismo e dramma.

Queste commedie da farsa, come annunciano i sottotitoli, si muovono al ritmo dei ''ballet'' con infinita grazia e rappresentano, con il tema predominante dell'evasione dal grigiore della realtà quotidiana, una variante letteraria che si risolve in felice tragicommedia.


- LE OPERE PIÙ MATURE -

''Bodas de sangre'', ''Yerma'', ''La casa de Bernarda Alba'' sono opere che rivelano un Lorca maturo e maggiormente attento ai problemi sociali. In queste opere i personaggi femminili aspirano all'amore e lottano e si ribellano contro le ipocrisie della vita e scelgono in alternativa allo squallore e alla miseria, la disperazione e la morte.

Nella prima tragedia, ''Bodas de sangre'', la promessa sposa fugge il giorno delle nozze con l'amante Leonardo; in ''Yerma'', la protagonista da cui l'opera prende il nome rifiuta il suo stato di sterilità e uccide il marito, simbolo dell'egoismo maschile; Adela, la figlia minore di Bernarda Alba, preferisce il suicidio alla rinuncia all'amore e intorno a lei si crea il silenzio, quello stesso silenzio che pesa sul personaggio femminile di ''Doña Rosita la soltera'' o ''El lenguaje de las flores'', il dramma che venne rappresentato nel 1935.

Rosita è una giovane zitella che vive immersa nella solitudine e nel rimpianto dell'amore mancato, ferma con la fantasia alla promessa d'amore naufragata con gli anni e la lontananza.

La ''piéce'' surrealista ''Así que pasen cinco años'' (1930-1931), come dice il sottotitolo "Leyenda del tiempo", è un'allegoria del tempo dove risalta il contrasto tra l'ansia di amare e la mancata realizzazione del sentimento.


- LE ULTIME OPERE -

''El público'', composto nel 1930 e il frammento ''Comedia sin título (Commedia senza titolo)'' del 1936 rimasero inedite fino agli anni Ottanta e affrontano, l'una, il tema dell'omosessualità, l'altra, della funzione dell'arte e della rivoluzione sociale.

Lorca si apre ad un teatro simbolico e surreale che viene definito "impossibile" e "irrapresentabile" per il suo tempo e la morale corrente, e nel quale anticipa, con coraggio, problematiche di grande attualità.




CASTELLANO


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GABRIELA MISTRAL


Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga (San Isidro de Vicuña, 7 de abril de 1889 - † Nueva York, 10 de enero de 1957), poeta, diplomática y profesora chilena, cuyo seudónimo famoso era '''Gabriela Mistral'''. Primera latinoamericana en ganar el Premio Nobel de Literatura, en 1945. Falleció en Estados Unidos a la edad de 67 años.


BIOGRAFÍA

Gabriela Mistral es el seudónimo de Lucila Godoy Alcayaga, quien nació en la ciudad de Vicuña. Era hija de Petronila Alcayaga, modista y del preceptor Juan Gerónimo Godoy, quien abandonó a la familia cuando Gabriela apenas tenía 3 años. Tuvo una hermanastra quince años mayor que ella, Emelina, quien mantenía a la familia trabajando como maestra en la localidad de Monte Grande, en el Valle del Elqui, en Chile.

En 1904 es nombrada profesora ayudante de la Escuela de La Compañía Baja y empieza a mandar colaboraciones al diario El Coquimbo de La Serena. Al año siguiente escribe periódicamente en el diario anteriormente mencionado y en La Voz de Elqui de Vicuña. Desde 1908 es maestra en la localidad de La Cantera y después en Los Cerillos. Posteriormente en 1910 valida sus estudios ante la Escuela Normal Numero 1 de Santiago obteniendo el título oficial de ''Profesora de Primaria'', otorgado por el Instituto Pedagógico de la Universidad de Chile.

En 1906, durante su desempeño como profesora, conoció a Romelio Ureta, trabajador ferroviario. Ureta se convirtió en una amistad principal de la entonces Lucila Godoy, pero en 1909, Romelio Ureta se suicidó. La muerte, que ya se vio reflejada en su obra, se convirtió en tema importante, ligado con el amor, después del tal suicidio.

El 12 de diciembre de 1914 fue galardonada con el primer premio en el concurso de literatura de los ''Juegos Florales'' organizados por la FECh en Santiago de Chile, por sus ''Sonetos de la Muerte''. Desde entonces utilizó el pseudónimo literario Gabriela Mistral en casi todos sus escritos, en homenaje a dos de sus poetas favoritos, el italiano Gabriele D'Annunzio y el francés Frédéric Mistral. Hasta 1922 vivió en Chile donde ejercio la docencia en un serie de puestos desde la ciudad de Antofagasta en el norte, hasta el puerto de Punta Arenas en el extremo sur, donde dirigió su primer liceo. Servía de Directora también en las ciudades de Temuco en 1920 y Santiago en 1921. Durante su estancia en la Araucanía conoció a un joven llamado Neftalí Reyes, quien posteriormente sería conocido mundialmente como Pablo Neruda. Salió de Chile invitada por el gobierno de México en 1922, dedicando su vida posteriormente a un errantia incansable entre América y Europa.

Petronila Alcayaga, su madre, murió en 1929, por lo cual Gabriela Mistral le dedicó la primera parte de su libro ''Tala''. La segunda guerra mundial se observa en muchos de los poemas de su libro ''Lagar''.

El 10 de diciembre de 1945 recibió el ''Premio Nobel de Literatura'' de manos del Rey Gustavo V de Suecia. Con este galardón se convierte en el primer literato latinoamericano en ser premiada con el Nobel. En 1947 recibió el ''Doctorado Honoris Causa'' del ''Mills College of Oakland'', California y en 1951 fue premiada con el ''Premio Nacional de Literatura''.

Debido a su delicada salud, Mistral prefirió alejarse del mundo en su casa de Nueva York. Tiempo después falleció víctima de cáncer, el 10 de enero de 1957, a la edad de 67 años.

El 15 de noviembre de 2005, Gabriela Mistral es homenajeada en el Metro de Santiago debido que hace 60 años recibió el Premio Nobel de Literatura, dedicándole un tren boa tapizado con fotografías de la poetisa. Este homenaje fue patrocinado por DIBAM (Dirección de Bibliotecas, Archivos y Museos) y la empresa privada de electricidad Chilectra.


OBRAS

* ''Sonetos de la muerte'', 1914.

* ''Desolación'', 1922.

* ''Lecturas para mujeres'', 1923.

* ''Ternura'', 1924.

* ''Nubes blancas y breve descripción de Chile'', 1934.

* ''Tala'', 1938.

* ''Antología'', 1941.

* ''Lagar'', 1954.

* ''Recados contando a Chile'', 1957.

* ''Poema de Chile'', 1967 (edición póstuma).





PEDRO CERDA

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Pedro Avelino Aguirre Cerda (6 de febrero de 1879 - †25 de noviembre de 1941), político, abogado y educador chileno, Presidente de Chile entre 1938 y 1941, año en que falleció. Militante del Partido Radical de Chile, bajo su gobierno dio gran impulso a la educación, bajo el lema “gobernar es educar”.


Nace en Pocuro, un pequeño pueblo cercano a Los Andes, el 6 de febrero de 1879, séptimo hijo de una familia de un total de once hermanos. Hijo de Juan Bautista Aguirre Campos y de Clarisa Cerda Escudero, una modesta pareja de campesinos. Inició sus estudios en una pequeña escuela rural, y posteriormente en el Liceo de San Felipe. Después realiza sus estudios superiores en el Instituto Pedagógico de la Universidad de Chile donde se titula de profesor de Castellano y Filosofía en 1900.Fue profesor de castellano en el actual y prestigioso liceo Manuel Barros Borgoño (liceo de tradición creado en 1902 que aun sigue vigente en la ciudad se Santiago de Chile)También realizó estudios de derecho en la misma universidad, titulándose de abogado en 1904.

En 1910 viajó a Francia a especializarse en Derecho Administrativo y Financiero en la Universidad de La Sorbonne, y Economía Política y Legislación Social en el Colegio de Francia. A su regreso en 1914, ofició de profesor en el Instituto Nacional, en la Escuela de Suboficiales del Ejército y en el Liceo Manuel Barros Borgoño, para después conseguir el puesto de presidente de la Sociedad Nacional de Profesores. En 1916 contrajo matrimonio con Juana Rosa Aguirre Luco, que era su prima hermana.

Ingresa a la Logia Masónica a los 27 años de edad, que fue fundamental en su ingreso al Partido Radical. Inicia su carrera en el mundo político siendo electo Diputado en 1915 para la provincia de San Felipe, Putaendo y Los Andes, y en 1928 nuevamente, pero por la provincia de Santiago. En 1921 fue electo senador por Concepción. El Presidente Juan Luis Sanfuentes lo nombró ministro de Justicia e Instrucción Pública, dando énfasis a la educación. Durante el primer gobierno de Arturo Alessandri Palma, se desempeñó como ministro del Interior.

En 1924 se produce el “ruido de sables” y posterior golpe militar que obliga a Aguirre Cerda a renunciar de su cargo. Se exilia a Europa durante un año, vuelve en 1925, pero parte de nuevo en 1927, durante su estadía en Europa escribe sus obras “El problema agrario” y “El problema industrial”. Vuelve a Chile en 1930.

En 1936 se forma el Frente Popular, agrupación de oposición al gobierno de Alessandri formada por socialistas, comunistas democráticos y la Confederación de Trabajadores, a la que después se les uniría el partido Radical. En 1938 es elegido como candidato oficial de la coalición para las elecciones presidenciales de ese año, en las cuales compite con Gustavo Ross Santa María y Carlos Ibáñez del Campo. Resulta elegido con un 50,46% de los votos, frente a un 49,53% de Ross, su principal contendor.

Durante su gobierno, debe afrontar crisis como la del terremoto que azota a Chillán en 1939, causando serios daños materiales, la importancia de este hecho radica en que fue un impulso para reconstruir, mejorar y crear la infraestructura del Centro-Sur del país.

Pedro Aguirre Cerda Pone especial énfasis en combatir la pobreza, pero su principal meta era fomentar la educación, creando escuelas y propiciando la apertura de trabajos para los profesores. Entre sus obras se cuentan la fundación de la Corporación de Fomento de la Producción (CORFO), con el fin de promover la industrialización del país, además de la determinación de la soberanía de Chile en la Antártica, fijándose el Territorio Antártico Chileno el comprendido entre el Mar de Drake y el Polo Sur, entre los 52 y 90 Oeste de Greenwich.

En 1940 comienza a mostrar síntomas de enfermedad, que devendrían en una grave tuberculosis, enfermedad mortal para la época. Durante su convalecencia deja en el mando al vicepresidente Jerónimo Méndez Arancibia. Pedro Aguirre Cerda fallece el 25 de noviembre de 1941, sin poder a terminar su periodo presidencial. El vicepresidente convoca a elecciones para febrero de 1942, en las cuales sale elegido Juan Antonio Ríos.





FEDERICO GARCÍA LORCA

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Federico García Lorca (1898-1936) fue un poeta, dramaturgo y prosista español, también conocido por sus destreza en las artes. Adscrito a la llamada generación del 27, es el poeta de mayor influencia y popularidad de la literatura española del siglo XX. Como dramaturgo, se le considera una de las cimas del teatro español del siglo XX, junto con Ramón María del Valle-Inclán y Antonio Buero Vallejo.


INFANCIA

Nació en el municipio de Fuente Vaqueros, Granada (España), en el seno de una familia de posición económica desahogada, el 5 de junio de 1898 y fue bautizado con el nombre de "Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca"; su padre fue Don Federico García Rodríguez, un hacendado, y su madre, Doña Vicenta Lorca, maestra de escuela que fomentó el gusto literario a su hijo.

Desde la edad de 2 años, según uno de sus biógrafos Edwin Honig, Federico García Lorca mostró su habilidad para aprender canciones populares y a muy tierna edad escenificaba en miniatura oficios religiosos. Su salud fue frágil y no empezó a andar hasta los cuatro años. Leyó en su casa la obra de Víctor Hugo y de Cervantes, pero como estudiante fue pésimo, abandonando la Facultad de Derecho de Granada para instalarse en la Residencia de Estudiantes de Madrid (1918 - 1928); eventualmente regresó a la Universidad de Granada donde sin dificultades se graduó como abogado.

La ubicación meridional de Granada, donde se encontraba viva la herencia mora, el folclore, el oriente y una geografía agreste, quedaron impresas en toda su obra poética, donde los romanceros y la épica se funden de manera perceptible. Fue, después de su madre, Don Fernado de los Ríos quien estimuló el talento del entonces pianista en favor de la poesía; así, en 1917 escribió su primer artículo sobre José Zorrilla, en su aniversario.

La España de Lorca es la heredera de la Generación del 98, con una rica vida intelectual donde los nombres de Francisco Giner de los Ríos, Benito Pérez Galdós, Miguel de Unamuno, y poco después Madariaga y José Ortega y Gasset imprimían el sello distintivo de una rebelión contra la realidad de España.

Influyeron, además, en la sensibilidad del poeta en formación Lope de Vega, Juan Ramón Jiménez, Antonio Machado, Manuel Machado, Ramón del Valle-Inclán, Azorín e, incluso, "El cancionero popular".


JUVENTUD Y PRIMERAS OBRAS

En 1918 publicó su primer libro "Impresiones y paisajes", costeado por su padre. En 1920 se estrenó en teatro su obra "El maleficio de la mariposa", en 1921 se publicó "Libro de poemas" y en 1923, se pusieron en escena las comedias de títeres "La niña que riega la Albahaca y el príncipe preguntón". En 1927 en Barcelona expuso su primera muestra pictórica.

En esta época frecuenta activamente a los poetas de su generación que permanecen en España: Jorge Guillén, Pedro Salinas, Gerardo Diego, Dámaso Alonso, Rafael Alberti, y sobre todo Luis Buñuel y Salvador Dalí, a quien después le tributó "Oda a Salvador Dalí". El pintor por su parte pintó los decorados de la primera comedia del granadino "Mariana Pineda".

En 1928 publicó la revista literaria "Gallo", de la cual salieron solamente dos números.

En 1929 marcha a Nueva York. Para entonces se habían publicado, además de los antes mencionados, sus libros "Canciones" (1927) y el "Primer romancero gitano" (1928), siempre su obra poética más popular y más accesible. A Lorca le molestaba mucho el que el público le viera como "gitano".


VIAJE A NUEVA YORK

De su viaje y estancia en Nueva York surge el libro "Poeta en Nueva York" y la gratificante certeza de que fue una época feliz para el éxitoso y bohemio español, quien por cierto no aprendió el inglés. En 1930 fue a La Habana, donde escribió parte de sus obras "Así pasen cinco años" y "El público", ese año regresó a España donde fue recibido en Madrid con la noticia de que su farsa popular "La zapatera prodigiosa" se estaba escenificando.


LA II REPÚBLICA Y LA BARRACA

En 1931 se instaura la Segunda República española y esta nombró a Don Fernando de los Ríos como Ministro de Instrucción Pública el cual fue su principal mecenas durante los primeros años del poeta en España. García Lorca fue nombrado, bajo el patrocinio oficial, codirector de la compañía estatal de teatro "La barraca" donde disfrutó de todos los recursos para producir, dirigir, escribir, adaptar todo tipo de obras teatrales. Escribió en este período "Bodas de Sangre", "Yerma" y "Doña Rosita la soltera".

En 1933 viajó a Argentina como director de teatro con lo cual elevó la atención a esta rama del arte pues a manera de ejemplo su puesta de "La dama boba" de Lope de Vega atrajo a más de sesenta mil personas, entre este año y 1936 escribió "Diván de Tamarit", "Llanto por Ignacio Sánchez Mejías" que conmovió al mundo hispano, La casa de Bernarda Alba y trabajaba en La destrucción de Sodoma, cuando estalló la Guerra Civil española.


GUERRA CIVIL Y ASESINATO

García Lorca rehusó el exilio ofrecido por Colombia y México, cuyos embajadores previeron que el poeta pudiera ser víctima de un atentado debido a su función de funcionario de la República, pero Lorca rechazó las ofertas y se dirigió a su casa en Granada para pasar el verano.

En esos momentos políticos alguien le preguntó sobre su preferencia política y él manifestó que se sentía a su vez católico, comunista, anarquista, libertario, tradicionalista y monárquico; de hecho nunca se afilió a ninguna de las facciones políticas y jamás discriminó o se distanció de ninguno de sus amigos, por ninguna cuestión política, se sentía, como él lo dijo en una entrevista al Sol de Madrid poco antes de su asesinato: íntegramente español.

''Yo soy español integral y me sería imposible vivir fuera de mis límites geográficos; pero odio al que es español por ser español nada más, yo soy hermano de todos y execro al hombre que se sacrifica por una idea nacionalista, abstracta, por el sólo hecho de que ama a su patria con una venda en los ojos. El chino bueno está más cerca de mí que el español malo. Canto a España y la siento hasta la médula, pero antes que esto soy hombre del mundo y hermano de todos. Desde luego no creo en la frontera política."

El 16 de agosto de 1936 fue detenido en su domicilio. Posiblemente en la madrugada del 19 de agosto (aunque la fecha no se ha podido precisar), Federico García Lorca fue asesinado en el camino que va de Víznar a Alfacar.

Había sido detenido unos días antes en la casa de su amigo, el también poeta Luis Rosales, quien obtuvo la promesa de "las autoridades" nacionalistas de que sería puesto en libertad "si no existía denuncia en su contra". La orden de ejecución fue dada por el gobernador civil de Granada, José Valdés Guzmán, quien había ordenado al ex diputado de la CEDA, Ramón Ruiz Alonso, la detención del poeta. Valdés contaba con el visto bueno del general Queipo de Llano a quien se consultó sobre qué hacer con Lorca.

Después de su muerte se publicaron "Primeras canciones", "Amor de Don Perlimplín con Belisa en su jardín"


OBRA

El universo lorquiano se define por un palpable "sistematismo": la poesía, el drama, la prosa se alimentan de obsesiones y claves estilísticas constantes. La variedad de formas y tonalidades nunca atenta contra esa unidad cuya cuestión central es la frustración.


ESTILO

"Los símbolos": de acuerdo con su gusto por los elementos tradicionales, Lorca utiliza frecuentemente símbolos en su poesía. Se refieren muy frecuentemente a la muerte aunque dependiendo del contexto los matices varían bastante. Son símbolos centrales en Lorca:

*La luna: es el símbolo más frecuente en Lorca. Su significación más frecuente es la de muerte, pero también puede simbolizar el erotismo, la fecundidad, la esterilidad o la belleza.

*El agua: generalmente, tiene un significado negativo, de muerte.

*La sangre: es vida; por ello, la sangre derramada es la muerte. Simboliza también lo fecundo, lo sexual.

*El caballo (y su jinete): está muy presente en toda su obra portando siempre valores de muerte.

*Las hierbas: su valor dominantes, aunque no único, es el de ser símbolos de la muerte.

*Los metales: también su valor dominante es la muerte. Los metales aparecen bajo la forma de diversos objetos: puñales, cuchillos, navajas..., con lo que esa muerte se liga a la violencia y a la sangre.


"La metáfora": es el procedimiento retórico central de su estilo. Bajo la influencia de Góngora, Lorca maneja metáforas muy arriesgadas: la distancia entre el término real y el imaginario es considerable. En ocasiones, usa directamente la metáfora pura. Sin embargo, a diferencia de Góngora, Lorca es un poeta conceptista, en el sentido que su poesía se caracteriza por una gran condensación expresiva y de contenidos, además de frecuentes elipsis. Las metáforas lorquianas relacionan elementos opuestos de la realidad, transmiten efectos sensoriales entremezclados, etc.

"El neopopularismo": aunque Lorca asimila sin problemas las novedades literarias, su obra está plagada de elementos tradicionales, que, por lo demás, demuestran su inmensa cultura literaria. La música y los cantos tradicionales son presencias constantes en su poesía. No obstante, desde un punto de vista formal no es un poeta que muestre una gran variedad de formas tradicionales; sin embargo, profundiza en las constantes del espíritu tradicional de su tierra y de la gente: el desgarro amoroso, la valentía, la melancolía, la pasión.


POESÍA

* ''Impresiones y paisajes'' (1918)

* ''Libro de poemas'' (1921)

* ''Oda a Salvador Dalí'' (1926)

* ''Romancero gitano'' (1928)

* ''Poeta en Nueva York'' (1930)

* ''Poema del cante jondo'' (1931)

* ''Llanto por Ignacio Sánchez Mejías'' (1935)

*''Seis poemas gallegos'' (1935)

* ''Diván del Tamarit'' (1936)

* ''Sonetos del amor oscuro'' (1936)


TEATRO

El "teatro" de Lorca es, con el de Valle-Inclán, el de mayor importancia escrito en castellano en el siglo XX. Es un teatro poético, en el sentido de girar en torno a símbolos medulares -la sangre, el cuchillo o la rosa-, desarrollarse en espacios míticos o de un realismo trascendido, y encarar problemas sustanciales del existir. El lenguaje, aprendido en Valle-Inclán, es también poético.

Sobre Lorca influyen también el drama modernista (de aquí deriva el uso del verso), el teatro lopesco (evidente, por ejemplo, en el empleo estratégico de la canción popular), el calderoniano (desmesura trágica, sentido de la alegoría) y la tradición de los títeres. La producción dramática de Lorca puede ser agrupada en "cuatro conjuntos": farsas, comedias irrepresentables (según el autor), tragedias y dramas.

Entre las "farsas", escritas entre 1921 y 1928, destacan ''La zapatera prodigiosa'', en la que el ambiente andaluz sirve de soporte al conflicto, cervantino, entre imaginación y realidad, y ''Amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín'', complejo ritual de iniciación al amor, que anuncia los "dramas irrepresentables" de 1930 y 1931: ''El público'' y ''Así que pasen cinco años'', sus dos obras más herméticas, son una indagación en el hecho del teatro, la revolución y la presunta homosexualidad -la primera- y una exploración -la segunda- en la persona humana y en el sentido del vivir.

Consciente del éxito de los dramas rurales poéticos, Lorca elabora las "tragedias" ''Bodas de sangre'' (1933) y ''Yerma'' (1934), conjugación de mito, poesía y sustancia real.

Los problemas de drogas determinan los "dramas". Así, el tema de la solterona española (''Doña Rosita la soltera'', 1935), o el de la represión de la mujer y la intolerancia en ''La casa de Bernarda Alba'', para muchos, la obra maestra del autor.

* ''Mariana Pineda'' (1927)

* ''La zapatera prodigiosa'' (1930)

* ''Retablillo de Don Cristóbal''

* ''El público'' (1930)

* ''Así que pasen cinco años'' (1930)

* ''Amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín'' (1933)

* ''Bodas de sangre'' (1933)

* ''Yerma'' (1934)

* ''Doña Rosita la soltera o el lenguaje de las flores''

* ''La casa de Bernarda Alba'' (1936)

* ''Comedia sin título'' ''(inacabada)'' (1936)


FILMOGRAFÍA

* Documental de Emilio Ruiz Barrachina titulado ''Lorca. El mar deja de moverse'' estrenado en 2006

* ''La luz prodigiosa'' (2003) dirigida por Miguel Hermoso

* Lorca, dirigida por Iñaki Elizalde en 1998

* ''La desaparición de García Lorca'' dirigida por Marcos Zurinaga, Andy García da vida al poeta (1997)


BIBLIOGRAFÍA

*A. Álvarez de Miranda: Poesía y religión, en ''Revista de Ideas Estéticas'', t. XI (1953), págs. 221-251

*C. Ramos-Gil: ''Claves líricas de García Lorca: ensayos sobre la expresión y los climas poéticos lorquianos'' (Madrid, 1967)

*M. Laffranque: ''Les idées esthétiques de Federico García Lorca'' (París, 1967)

* I.-M. Gil (ed.): ''Federico García Lorca'' (Madrid, 1973)

* F. Colecchia: ''García Lorca. A selectively annotated bibliography of criticism'' (Nueva York-Londres, 1979)

* M. García-Posada, Lorca: ''Interpretación de Poeta en Nueva York'' (Madrid, 1982)

*Mery:Raramente, una versión infantil de sus obras Viendo a las flores crecer (Gallicia,1937)

* L. Fernández Cifuentes: ''García Lorca en el teatro: la norma y la diferencia'' (Zaragoza, 1986)

* I. Gibson: ''Federico García Lorca'', 2 vols. (Barcelona, 1985 y 1987)

* J. Salazar Rincón: ''Por un anfibio sendero. Los espacios simbólicos de Federico García Lorca'' (Barcelona, 1998)

* J. Salazar Rincón: ''Rosas y mirtos de luna. Naturaleza y símbolo en la obra de Federico García Lorca'' (Madrid, 1999)



ENGLISH


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GABRIELA MISTRAL

Gabriela Mistral (April 7, 1889 – January 10, 1957) was the pseudonym of Lucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga, a Chilean poet, educator, diplomat and feminist who was the first Latin American to win the Nobel Prize for Literature, in 1945. Some central themes in her poems are nature, betrayal, love, a mother's love, sorrow and recovery, travel, and Latin American identity as formed from a mixture of Indian and European influences.


LIFE

Gabriela Mistral was born in Vicuña, where she attended primary and secondary school. Her father, Juan Gerónimo Godoy Villanueva, abandoned the family when she was three years old. At age 14, she began to support herself and her mother by working as a teacher's aide. Her mother, Petronila Alcayaga, died in 1929 - Gabriela dedicated the first section of the book ''Tala'' (Tree Fall) to her.

In 1904 she published some early poems, such as ''Ensoñaciones'', ''Carta Íntima'' (Intimate Letter) and ''Junto al Mar'', in the local newspaper ''El Coquimbo de La Serena'', using various pseudonyms.

In 1906, while working as a teacher, she met Romeo Ureta, a railway worker, who killed himself in 1909. The profound effects of death were already in the poet's work; writing about his suicide led the poet to consider death and life more broadly than previous generations of Latin American poets. Mistral had passionate friendships with a number of men and women, and these impacted her writings.

Formal recognition came on December 12, 1914, when she was awarded first prize in a national literary contest ''Juegos Florales'' in Santiago de Chile, with the work ''Sonetos de la Muerte'' (Sonnets of Death). From that moment on she began using the pen name Gabriela Mistral in almost all of her writings. She formed the name from the two of her favorite poets, Gabriele D'Annunzio and Frédéric Mistral.

In 1922 she was invited to Mexico by that country's Minister of Education, as part of a plan to reform libraries and schools, to start a national education system. That year she published ''Desolación'' which won her international acclaim. A year later she published ''Lecturas para Mujeres'' (Readings for Women), a text in prose and verse that celebrates motherhood, childhood education, and nationalism.

Back in Chile, she was given the academic title of Spanish Professor by the University of Chile.

Her international stature led to lectures first in the United States and then in Europe. In 1924, traveling to Europe for the first time, she published ''Ternura'' (Tenderness) in Madrid, a collection of lullabies and rondas written primarily for children but often focused on the female body.

The following year she returned to Latin America and toured Brazil, Uruguay and Argentina. Back in Chile, she was given a pension and retired from teaching.

She lived primarily in France and Italy between 1925 and 1934. During these years she worked for the League for Intellectual Co-operation of the League of Nations. She also taught at Barnard College of Columbia University, Vassar College and the University of Puerto Rico at Rio Piedras.

As common with many Latin American artists and intellectuals, Mistral served as a Chilean consul from 1932 until her death, working in Naples, Madrid, Petrópolis, Nice, Lisbon, Los Angeles, Santa Barbara, Veracruz, Mexico, Rapallo and Naples, Italy, and New York. As consul in Madrid, she would occasionally have professional interactions with another Chilean consul and Nobel Prize winner, Pablo Neruda, and she was among the earlier writers to recognize the importance and originality of his work. She published hundreds of articles in magazines and newspapers throughout the Spanish-speaking world.

''Tala'' appeared in 1938, published in Buenos Aires with the help of longtime friend and correspondent Victoria Ocampo. The proceeds for the sale were devoted to children orphaned by the Spanish Civil War. This volume includes many poems celebrating the customs and folklore of Latin America as well as Mediterranean Europe. Mistral uniquely fuses these locales and concerns, a reflection of her identification as "una india vasca," her European Basque-Indigenous Amerindian background.

In August 14, 1943 her 17-year-old nephew Juan Miguel killed himself. The grief of this death, as well as her responses to tensions of the Cold War in Europe and the Americas, are the subject of the last volume of poetry published in her lifetime, '''Lagar''', which appeared in 1954. A final volume of poetry, ''Poema de Chile'', was edited posthumously by her friend Doris Dana, and published in 1967. ''Poema de Chile'' describes the poet's return to Chile after death, in the company of an Indian boy from the Atacama desert, and an Andean deer, the huemul.

In November 15, 1945, she became the first Latin American woman to receive the Nobel Prize for Literature. She received the award in person from King Gustav of Sweden on December 10, 1945. In 1947 she received a doctor honoris causa from Mills College, Oakland, California. In 1951 she was awarded the long overdue National Literature Prize in Chile.

Poor health eventually slowed her traveling. During the last years of her life she made her home in Hempstead, New York, where she died from cancer on January 10, 1957, aged 67. Her remains were returned to Chile nine days later. The Chilean government declared three days of national mourning, and hundreds of thousands of Chileans came to pay her their respects.

Some of her best known poems include: ''Piececitos de Niño'', ''Balada'', ''Todas &IAacute;bamos a ser Reinas'', ''La Oración de la Maestra'', ''El Ángel Guardián'', ''Decálogo del Artista'' and ''La Flor del Aire''.


WORK

*''Sonetos de la Muerte'' (1914)

*''Desolación'' (1922)

*''Lecturas para Mujeres'' (1923)

*''Ternura'' (1924) Strangely, both her favourite cousin and her lover Romeo Ureta committed suicide.

*''Nubes Blancas y Breve Descripción de Chile'' (1934)

*''Tala'' (1938)

*''Antología'' (1941)

*''Lagar'' (1954)

*''Recados Contando a Chile'' (1957)

*''Poema de Chile'' (1967, published posthumously)



PEDRO CERDA

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Pedro Aguirre Cerda (February 6, 1879 - November 25, 1941) was a Chilean political figure. He served as the president of Chile between 1938 and 1941.


EARLY LIFE

He was born in Pocuro, a small village near the city of Los Andes, in Chile. The seventh of a total of eleven children of Juan Bautista Aguirre and Clarisa Cerda. His father, a farmer, died when he was eight years old in 1887. His mother had to run the farm and raise him and all his brothers alone.

He finished his university studies in Santiago, at the Pedagogic Institute and became a teacher of Spanish in 1900. In 1904 he became a lawyer. He married his cousin Juana Rosa Aguirre Luco, with whom he had no children. In 1910, thanks to a government scholarship he studied administrative and financial law at La Sorbonne, plus political economy and social legislation at the College de France. He returned to Chile in 1914 and took a position as a teacher at the National Institute. He also became president of the National Society of Teachers.

He was a very distinguished teacher, attorney, deputy and senator. He was also the first dean of the new school of economy of the Universidad de Chile. As a member of the Radical Party, he was minister of Public Instruction and of the Interior during the administrations of Juan Luis Sanfuentes and Arturo Alessandri. During the period of military domination, he was persecuted and became an active opposition leader to the government of General Carlos Ibáñez del Campo.

For the Chilean presidential election, 1938, he was the candidate of the Popular Front, and narrowly defeated conservative candidate Gustavo Ross.


PRESIDENCY

Pedro Aguirre Cerda was elected and assumed as president on December 25, 1938 under the slogan "Gobernar es educar" (''to educate is to rule''.) As a teacher, his priority in government was education. As such, he promoted the development of the technical-industrial schools as a means to promote the formation of technicians for the nascent industrialization of the country. He also created thousands of new regular schools and the growth of the university system to cover the whole of the country. He also promoted and campaigned for a Nobel prize for Gabriela Mistral, which only came to fruition under his successor, Juan Antonio Ríos.

On the economic side, and prompted in part by the devastating earthquake of 1939, he created the '''Production Development Corporation''' (Corporación de Fomento de la Producción - Corfo) to encourage with subsidies and direct investments an ambitious program of import substitution industrialization. This was the basis for the industrialization of Chile. From there sprung the steel, manufacturing and sugar industries.

In 1941 due to his rapidly escalating illness, he appointed his minister of the Interior, Jerónimo Méndez as vice-president. He died soon after, of tuberculosis, on November 25, 1941 in Santiago, Chile.



FEDERICO GARCÍA LORCA

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Federico García Lorca (June 5, 1898 – August 19, 1936) was a Spanish poet and dramatist, also remembered as a painter, pianist, and composer. An emblematic member of the Generation of '27, he was killed by Nationalist partisans at the age of 38 at the beginning of the Spanish Civil War.


LIFE

Born into a family of minor, but wealthy, landowners in the village of Fuente Vaqueros, Granada, García Lorca was a precocious child, although he did not excel at school. In 1909, his father moved the family to the city of Granada, Andalusia where in time he became deeply involved in local artistic circles. His first collection of prose pieces, ''Impresiones y paisajes'', was published in 1918 to local acclaim but little commercial success.

Associations made at Granada's Arts Club were to stand him in good stead when he moved in 1919 to the famous Residencia de estudiantes in Madrid. At university he would befriend Luis Buñuel and Salvador Dalí, amongst many others who were or would become influential artists in Spain. Here he met Gregorio Martínez Sierra, the Director of Madrid's Teatro Eslava, at whose invitation he wrote and staged his first play, ''El maleficio de la mariposa'', in 1919-20. A verse play dramatising the impossible love between a cockroach and a butterfly, with a supporting cast of other insects, it was laughed off stage by an unappreciative public after only four performances and soured García Lorca's attitude to the theatre-going public for the rest of his career; he would later claim that 1927's ''Mariana Pineda'' was his first play.

Over the next few years García Lorca became increasingly involved in his art and Spain's avant-garde. He published three further collections of poems including ''Canciones'' (Songs) and ''Romancero Gitano'' (1928, translated as 'Gypsy Ballads', 1953), his best known book of poetry. His second play ''Mariana Pineda'', with stage settings by Dalí, opened to great acclaim in Barcelona in 1927.

However, towards the end of the 1920s, García Lorca fell victim to increasing depression, a situation exacerbated by his anguish over the increasingly unsuccessful concealment of his homosexuality from friends and family. In this he was deeply affected by the success of his ''Romancero gitano'', which increased—through the celebrity it brought him—the painful dichotomy of his life: he was trapped between the persona of the successful author, which he was forced to maintain in public, and the tortured self, which he could only acknowledge in private.

Growing estrangement between García Lorca and his closest friends reached its climax when surrealists Dalí and Buñuel collaborated on their 1929 film ''Un chien andalou'' (''An Andalusian Dog''), which García Lorca interpreted, perhaps erroneously, as a vicious attack on him. The film ended Lorca's affair with Dalí, along with Dalí meeting his future wife Gala. At the same time, his intensely passionate but fatally one-sided affair with the sculptor Emilio Aladrén was collapsing as the latter became involved with his future wife. Aware of these problems (though not perhaps of their causes), García Lorca's family arranged for him to take a lengthy tour of the United States in 1929-30.

García Lorca's stay in America, particularly New York City, where he studied briefly at Columbia University School of General Studies, was his first adult experience of a democratic society, albeit one he considered to be dominated by rampant commercialism and the social oppression of minority groups, and it acted as a catalyst for some of his most daring work. His collection of poems ''Poeta en Nueva York'' explores his alienation and isolation through some graphically experimental poetic techniques, and the two plays ''Así que pasen cinco años'' and ''El público'' were far ahead of their time—indeed, ''El público'' was not published until the late 1970s and has never been published in its entirety.

His return to Spain in 1930 coincided with the fall of the dictatorship of Miguel Primo de Rivera and the re-establishment of the Spanish Republic. In 1931, García Lorca was appointed as director of a university student theatre company, ''Teatro Universitario la Barraca'' ("The Shack"). This was funded by the Second Republic's Ministry of Education, and it was charged with touring Spain's remotest rural areas in order to introduce audiences to radically modern interpretations of classic Spanish theatre. As well as directing, Lorca also acted. While touring with ''La Barraca'', García Lorca wrote his best-known plays, the 'rural trilogy' of ''Bodas de sangre'' ("Blood Wedding"), ''Yerma'' and ''La casa de Bernarda Alba''. He distilled his theories on artistic creation and performance in a famous lecture entitled "Play and Theory of the Duende", first given in Buenos Aires and Havana in 1933, in which he argued that great art depends upon a vivid awareness of death, connection with a nation's soil, and an acknowledgment of the limitations of reason. ''La Barraca'' was the first to produce Lorca's 'rural trilogy' plays. ''Arriving Where We Started'' by Barbara Probst, 1998 - she interviewed surviving FUE/Barraca members in Paris The group's subsidy was cut in half by the new government in 1934, and ''la Barraca'''s last performance was in April 1936.

When war broke out in 1936, García Lorca left Madrid for Granada, even though he was aware that he was almost certainly heading toward his death in a city reputed to have the most conservative oligarchy in Andalucía. García Lorca and his brother-in-law, who was also the socialist mayor of Granada, were soon arrested. He was executed, shot by Falange militia on August 19, 1936 and thrown into an unmarked grave somewhere between Víznar and Alfacar, near Granada. There is a large controversy about the motives (personal non-political motives are also suggested) and details of his death. The dossier compiled at Franco's request has yet to surface.

The Francisco Franco regime placed a general ban on his work, which was not rescinded until 1953 when a (heavily censored) ''Obras completas'' was released. That ''Obras'' did not include his late ''Sonnets of Dark Love'', written in November 1935 and performed only for close friends — these were lost until 1983/4 when they were finally published. It was only after Francisco Franco's death in 1975 that García Lorca's life and death could be openly discussed in Spain.

In 1968, Joan Baez sang translated renditions of Lorca's poems, "Gacela Of The Dark Death" and "Casida of the Lament" on her spoken-word poetry album, ''Baptism''.

In 1986, Leonard Cohen's English translation of the poem "Pequeño vals vienés" by García Lorca reached #1 in the Spanish single charts (as "Take This Waltz", music by Cohen).

Today, García Lorca is honored by a prominently located in Madrid's Plaza de Santa Ana. Political philosopher David Crocker reports that "the statue, at least, is still an emblem of the contested past: each day, the Left puts a red kerchief on the neck of the statue, and someone from the Right comes later to take it off."



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